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Campi elettromagnetici
Queste immagini ritraggono dei panorami purtroppo assai comuni in molte città, e testimoniano come le fonti di inquinamento elettromagnetico o elettrosmog sono vicine ai luoghi dove viviamo e lavoriamo. Le linee elettriche e le antenne trasmittenti generano dei campi elettromagnetici, la legge italiana ha fissato dei limiti precisi che non devono essere superati.
L'inquinamento elettromagnetico (elettrosmog) in ambito domestico e sui luoghi di lavoro è formato da due componenti fondamentali: - Elettrosmog a bassa frequenza (ELF, Extremely Low Frequencies) generato dagli elettrodotti (linee elettriche e cabine di trasformazione), dagli elettrodomestici, dalle attrezzature d'ufficio quali fotocopiatrici, computer, stampanti; - Elettrosmog a radiofrequenza, generato da antenne trasmittenti, quali i ponti radio della telefonia cellulare e delle stazioni radiotelevisive, così come dagli stessi apparati cellulari (telefonini). La legge quadro n.36/2001 ed i decreti attuativi DPCM 8.07.2003 fissano dei limiti massimi di esposizione alla radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza (50Hz) ed a radiofrequenza (comprese fra 100 kHz e 300 Ghz). A differenza di altre forme di inquinamento, l'elettrosmog non può essere percepito con i normali organi di senso: non fa rumore, non puzza, non si può vedere. Per questo è importante ricorrere ad una strumentazione opportuna (misuratori di campo) per assicurarsi di non vivere e lavorare in condizioni di potenziale pericolo per la propria salute. Raccolta di links riguardo i CAMPI ELETTROMAGNETICI: 1. Campi elettromagnetici e salute, a cura del Prof. Giovanni Carboni 2. FAQ a cura di J.Moulder, dal sito Elettra2000 3. Progetto MEM, monitoraggio elettromagnetico ambientale
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